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Feb

2010

 

ASSEGNI POSTDATATI: SE LA BANCA REVOCA L'AUTORIZZAZIONE ALL'EMISSIONE SI RISCHIA LA SANZIONE

Cassazione, Sez. II, 13 gennaio 2010, n. 446

 

L'emittente pone in essere un comportamento (la postdatazione o l'emissione senza data) vietato dalla legislazione speciale, ancorché non più oggetto di sanzione penale, e si espone consapevolmente alle conseguenze derivanti dal sopravvenire di una situazione che renda illegittima l'emissione dei titoli o impossibile il loro pagamento (cfr. per riferimenti Cass. 18345/06). Non può quindi addurre a propria giustificazione il sopravvenire della revoca dopo l'emissione e la mancata conoscenza della determinazione della banca in quel momento, poiché l'assegno non avrebbe dovuto essere negoziato con postdatazione, ma apponendovi la data del giorno di emissione. Attenendosi a tale regola, l'emittente non avrebbe corso il rischio del sopravvenire della revoca dell'autorizzazione nelle more tra l'emissione e il sopraggiungere della data apposta sul titolo.

 

Cassazione, Sez. II, 13 gennaio 2010, n. 446

(Pres. Petitti – Rel. D’Ascola)

 

 

Fatto e diritto

Il giudice di pace di Gela con sentenza del 12 agosto 2005 respingeva, tranne che per la determinazione della sanzione, l'opposizione proposta da Omissis, avverso il Prefetto di Caltanissetta, per l'annullamento dell'ordinanza ingiunzione n. 1582/2001 IV notificata il 28 gennaio 2005, relativa a violazione dell'art. 28 d.lgs. n. 507/99.

Omissis ha proposto ricorso per cassazione, notificato il 28 ottobre 2006, al quale la Prefettura di Caltanissetta, assistita dall'Avvocatura dello Stato, ha resistito con controricorso.

Avviata la trattazione con il rito previsto per il procedimento in camera di consiglio, il procuratore generale ha chiesto il rigetto del ricorso perché manifestamente infondato.

Con l'unico motivo di ricorso, l'istante lamenta violazione della norma sopraindicata, assumendo che gli assegni oggetto del provvedimento sanzionatorio erano stati emessi postdatati prima che le venisse comunicata, da parte delle banche trattarie, la revoca dell'autorizzazione all'emissione di assegni.

Il ricorso è infondato.

In materia di sanzioni amministrative connesse all'emissione di assegni senza autorizzazione, viola il dovere di diligenza media, con conseguente impossibilità di invocare il fatto scusabile, l'emittente il quale assuma consapevolmente con la postdatazione degli assegni il rischio della sopravvenienza di un difetto di autorizzazione all'emissione al momento della loro presentazione.

L'emittente pone in essere un comportamento (la postdatazione o l'emissione senza data) vietato dalla legislazione speciale, ancorché non più oggetto di sanzione penale, e si espone consapevolmente alle conseguenze derivanti dal sopravvenire di una situazione che renda illegittima l'emissione dei titoli o impossibile il loro pagamento (cfr. per riferimenti Cass. 18345/06). Non può quindi addurre a propria giustificazione il sopravvenire della revoca dopo l'emissione e la mancata conoscenza della determinazione della banca in quel momento, poiché l'assegno non avrebbe dovuto essere negoziato con postdatazione, ma apponendovi la data del giorno di emissione. Attenendosi a tale regola, l'emittente non avrebbe corso il rischio del sopravvenire della revoca dell'autorizzazione nelle more tra l'emissione e il sopraggiungere della data apposta sul titolo.

Discende da quanto esposto il rigetto del ricorso e la condanna alla refusione delle spese di lite, liquidate in dispositivo.

 

P.Q.M.

 

La Corte rigetta il ricorso.

Condanna parte ricorrente alla refusione a controparte delle spese di lite, liquidate in euro 700 per onorari, oltre rimborso delle spese prenotate a debito.

 

 

 

 
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